Pensiero libero del familiare di una donatrice, Maria Filippini.
Ci sono silenzi che fanno più rumore delle parole.
Uno di questi riguarda la DONAZIONE degli ORGANI.
Negli ultimi anni si parla spesso del fatto che sempre meno persone autorizzano l’espianto degli organi dei propri cari. Si cercano spiegazioni nella burocrazia, nelle procedure sanitarie, nella mancanza di informazioni. Tutte motivazioni possibili, ma forse esiste anche un’altra verità, più semplice e più umana: troppo spesso non ne parliamo. Noi famigliari, noi che abbiamo vissuto l'esperienza della donazione, potremmo fare molto di più. Non economicamente, ma moralmente: potremmo fare una sorta di auto -sostegno alla cultura della donazione, iniziando proprio da ciò che sembra più difficile: raccontare!!!
Quando una persona decide di donare i propri organi compie un gesto immenso.
E’ una scelta che nasce dalla generosità e dalla consapevolezza di salvare delle vite, eppure molte famiglie custodiscono questa storia nel silenzio, quasi fosse un argomento delicato, qualcosa di cui parlare poco o non parlare affatto.
Ma la donazione non dovrebbe essere un tabù.
Dietro ogni donatore c’è una PERSONA, una FAMIGLIA un dolore profondo. Ma c’è anche la speranza che nasce nello stesso momento in cui tutto sembra finire. Ci sono vite che continuano grazie a quella scelta, cuori che tornano a battere, respiri che ricominciano, famiglie che ritrovano un futuro.
Se noi familiari trovassimo il coraggio di raccontare queste storie forse molte paure cadrebbero, perché spesso il rifiuto nasce dall'incertezza, dalla mancanza di dialogo, dal fatto che nelle famiglie non affrontano mai questo tema finché non ci si trova improvvisamente davanti alla decisione più difficile.
Parlarne prima cambia tutto!!!!
Parlarne a tavola, tra amici, con i figli con i nipoti, e nelle nostre comunità; raccontare che qualcuno che abbiamo amato ha scelto di DONARE e che ha dato vita ad altre vite.
Quando una famiglia racconta la propria esperienza, non sta solo ricordando chi non c’è più ma sta costruendo consapevolezza, sta aiutando altri a capire, sta aprendo una porta alla solidarietà.
La cultura della donazione non si costruisce solo negli ospedali o nelle campagne informative, nasce nelle parole che ci scambiamo, nel coraggio di affrontare temi difficili, nella volontà di non lasciare che il silenzio diventi paura. Se riusciamo a parlarne senza timore, senza vergogna, senza silenzi, allora quel gesto straordinario che è la DONAZIONE potrà diventare sempre più naturale.
Chi ha scelto di donare non sarà ricordato solo per ciò che ha lasciato o che noi abbiamo perso, ma anche per tutto ciò che grazie a lei/lui continua a vivere!
Luciano Zappulla
Camisano Vicentino Maggio 2026
Tratto da Rivivere n.78